Parlare di se stessi è sempre difficile e io questo blog di certo non l ho aperto per mettermi in difficoltà da solo... :)
Cose che apprezzo
Le persone divertenti, il mio vecchio cane, Cortina d' inverno, Marilyn Monroe. L' ironia.
Le belle giornate dopo settimane di pioggia, la buona informazione, i tentativi disinteressati, la sincerità. Il cielo limpido d inizio estate.
I vini corposi e dal gusto forte. La musica al massimo alle 4 di mattina in macchina.
Cose che evito, se posso
L' arroganza, la vigliaccheria, i falsi moralisti sono le persone peggiori in assoluto. Gli oroscopi, le tradizioni, i dogmi.
I panini secchi degli autogrill. Le cose troppo dolci (esempio ecclatante la crema di Whiskey). I provocatori stupidi.
Quando mi siedo sopra ai miei occhiali.
martedì, 01 luglio 2008 » 17:29
Leggevo un interessante post su Randy Pausch (il professore di informatica della Carniege Mellon University a cui è stato diagnosticato un cancro incurabile al pancreas) dal blog di Luca Chittaro quando mi sono imbattuto su un commento che mi ha fatto un pò riflettere. Il commento era in realtà una piccola storiella, che racchiude dentro una grande verità.
Un pescatore torna a casa con la sua piroga e incontra un economista, un esperto che opera nel mondo degli affari. L’esperto gli chiede come mai è rientrato così presto.
Il pescatore risponde che avrebbe potuto trattenersi più a lungo, ma che aveva pescato quanto bastava per provvedere alla famiglia.
“Mi dica un po’, come impiega il suo tempo?”, chiede l’esperto.
Il pescatore risponde: “Beh, vado un po’ a pesca. Gioco con i miei figli. Ci facciamo tutti un riposino pomeridiano quando fa caldo. La sera ceniamo insieme. Più tardi mi godo un po’ di musica con gli amici, ecc”.
L’esperto lo interrompe: “Senta, ho una laurea e ho studiato queste cose. Vorrei aiutarla. Dovrebbe trascorrere più tempo a pescare. Guadagnerebbe di più e in poco tempo sarebbe in grado di acquistare una barca più grande di questa piroga. Con una barca più grande guadagnerebbe ancora di più e presto potrebbe avere una flottiglia di motopescherecci”.
“E poi?”, domanda il pescatore.
“Poi, invece di vendere il pesce a un intermediario, potrebbe trattare direttamente con lo stabilimento che lo lavora o addirittura mettere su un’industria di prodotti ittici. Potrebbe lasciare il villaggio e trasferirsi a Cotonou, a Parigi o a New York, e dirigere l’azienda da lì. Potrebbe perfino valutare la possibilità di quotare le sue azioni in borsa e diventare miliardario”.
“Quanto tempo richiederebbe tutto questo?”, chiede il pescatore.
“Più o meno dai 15 ai 20 anni”, risponde l’esperto.
“E poi?”, continua il pescatore.
“È a questo punto che la vita si fa interessante”, spiega l’esperto. “Poi potrebbe andare in pensione. Potrebbe lasciarsi alle spalle il trambusto della città e ritirarsi in qualche villaggio sperduto”.
“E poi?”, chiede il pescatore.
“Poi avrebbe il tempo di andare un po’ a pesca, di giocare con i figli, di farsi un riposino pomeridiano quando fa caldo, di cenare con la famiglia e di godersi un po’ di musica con gli amici”.
E' possibile che la nostra mente sia così influenzata e inquinata dall idea di raggiungere il successo personale tanto da tralasciare tutto quello che davvero un uomo, per definirsi tale, è obbligato a fare?
Un bravo a Roberto Domenichini.
sabato, 28 giugno 2008 » 02:20
Una cosa che si commenta, tristemente, da sola.
Da quanto tempo va avanti questo modus operandi della giustizia italiana di essere "garante" della NON certezza della pena? E poi uno va a cercare chissà dove la soluzione al problema sicurezza.
martedì, 17 giugno 2008 » 17:05
Ministro Brunetta! Fly Down please!
Guardi che (se mi posso permettere di interpellarla ovviamente non essendo io un membro del Mensa, ma vabbè) deve ancora iniziare il colossale lavoro che ci ha promesso per alleggerire le PA, fonti infinite di spreco e manifesto mondiale di uno statalismo dannoso. Ma non era meglio iniziare in sordina, evitando grandi proclami e tra il silenzio dell opinione pubblica, così per una volta si sarebbe potuto lavorare senza pressioni continue?
Adesso aspettiamo fiduciosi oltre che le parole, i fatti.
venerdì, 06 giugno 2008 » 15:33
Spettacolo vero! E poi memorabili i Queen. Quanti di questi scherzi ho fatto e subito durante la mia lunga carriera da vecchia spugna...
Video imperdibile!!!!
mercoledì, 04 giugno 2008 » 19:04
Piero Ricca.
Famoso blogger e personaggio che si definisce impegnato per rendere la società più libera, democratica, vivibile. Ormai quasi tutti conoscono le performance con le quali intrattiene il suo pubblico: "dibattiti" secondo lui, vere e proprie aggressioni squadriste dico io, a membri dell establishment politico che hanno qualche scheletro nell armadio (Vedi Sgarbi e altri).
Questo metodo indiscriminato e altamente premeditato di condurre vere e proprie aggressioni contro questi esponenti politici (che non sono certamente dei santi ma c'è modo e modo di accusare) non hanno niente di democratico, ne tantomeno di educativo, e mi ricordano da vicino la retorica utilizzata da D' Annunzio nelle sue invettive contro la politica di quel tempo (anche se è un paragone che offende D' Annunzio) che poi sono servite solo per far strada alla dittatura.
Ricca, il figlio del magistrato, allo stesso modo vorrebbe la dittatura della Legge. Quello che dice la sentenza di un giudice diventa la Verità Assoluta che non lascia spazio a nessun tipo di riabilitazione nè di opportunità di lavoro in ambito pubblico. Secondo me non c' è niente di più antiliberale e rappresenta una privazione e non un arricchimento.
Il dispotismo delle Legge è quello che il Diritto si adopera di combattere e limitare fin dalla sua definizione storica.
Questo è il problema dei giustizialisti: credono in un dio infallibile che non ha nulla di ultraterreno, e che quindi è tutt altro che infallibile. Attuare delle vere e proprie campagne mediatiche (perchè questo rappresenta il suo blog) e talvolta delle spedizioni di linciaggio (verbale) pubbliche che hanno il solo e unico scopo di insultare e diffamare i soggetti di queste sentenze mi sembra vergognoso. Se (come questi sostengono) per avere libertà e imparzialità d' informazione sono costretto a subire questi tristi teatrini, sono rasserenato che ci sia il regime mediatico!
Io tanto continuo a leggere i libri, le pagine web che dico io e la mia vita la vivo serenamente anche se non con il partito politico che prediligo al governo. Ma c' è di moooolto peggio di questo in fondo: tipo avere il sangue avvelenato e combattere contro i mulini a vento.
Sono stato educato con l idea che il confronto dialettico debba avere delle regole ben precise: quando queste regole vengono infrante allora il preciso motivo per la quale si parla (capire) viene meno. Vengono fuori cose da avanspettacolo, liti tipi Buona Domenica, perchè queste non valgono un cent di più.